|
Vivo a Roma dalla nascita, abito in zona Eur e come la gran parte di
cittadini romani, mi trovo ogni mattina a dover attraversare la città in
direzione centro per recarmi in ufficio.
Ultimamente un po’ esasperato dal traffico, un po’ dai mezzi
pubblici, ho deciso di iniziare ad utilizzare la bici come mezzo di trasporto.
Ritengo che muoversi in bici sia un modo diverso e in un certo senso un
po’ alternativo, con il passare del tempo quindi ho studiato un percorso per
me ottimale in modo da evitare il più possibile le grandi arterie, prima fra
tutte la Cristoforo
Colombo.
Ho avuto sia la gradevolissima sorpresa di scoprire molti vicoli,
stradine romane, scorciatoie, piste ciclabili, ma anche con mio grande stupore,
ho preso coscienza di quanto purtroppo la nostra bellissima città sia
prevalentemente “a misura di auto”.
Ogni mattina, per esempio, io attraverso l’incrocio di Via
Laurentina con Via del Tintoretto all’altezza del CONI, dove, la strada è stata
allargata, sono stati costruiti dei cavalcavia che si incrociano in aria (i
lavori sono finiti da meno di due anni e sono stati inaugurati dal Sindaco e
ripresi da tutti i giornali come opera eccelsa) rendendo tutto molto funzionale
per le automobili ma ormai impossibile da attraversare per bici e pedoni. Per
questo, è stato edificato un bellissimo ponte “ciclo-pedonale”, tutto in
legno che parte da via Laurentina ma
inspiegabilmente non prosegue diritto come ci si aspetterebbe seguendo la strada
sottostante ma devia sulla destra finendo su Viale
dell’Atletica.
Nel caso in cui si volesse proseguire per Via Laurentina, il mal capitato
ciclista si imbatte inizialmente nell’assenza di uno scivolo tra marciapiede e
strada ed è successivamente costretto a scendere dalla bici e ad attraversare
la strada senza un semaforo, senza strisce pedonali e per di più in un tratto
che come si evince dalla foto sottostante è una intersezione di ben quattro
strade una delle quali proveniente dalla Laurentina che in quel punto confluisce in Viale dell’Atletica attraverso
una curva “cieca”.
Questo naturalmente avviene anche per le persone disabili e per i pedoni.
La mia domanda a questo punto sorge spontanea:
a cosa serve un ponte “ciclo-pedonale” cosi ben fatto e carino se poi
si riduce ad essere un troncone a sé stante senza inizio e senza fine?
Forse il progetto iniziale era diverso e poi per ragioni tecniche di cui
comunque sfugge il senso si è deciso di modificarlo, o forse è un errore del
progettista a cui nessuno ha fatto caso?
Non penso sia possibile segnalare l’attraversamento pedonale con delle
strisce poiché darebbero solo la falsa illusione ai pedoni di poter
attraversare la strada e di arrivare incolumi dall’altra parte e anzi
spingerebbero più persone a tentare la sorte mettendo a repentaglio la propria
vita, forse un attraversamento pedonale regolato da un semaforo potrebbe essere
una soluzione, ma dubito che le macchine che transitano da via Laurentina a
forte velocità (come avviene sempre) e per di più con una curva cieca,
abbiano il tempo di arrestare l’autovettura.
E allora cosa fare? Da semplice cittadino mi limito a segnalarvi una
situazione reale di grave pericolo che si è generata dopo il rifacimento di
questo tratto di strada e che perdura ormai da anni senza che nessuno si sia mai
posto il problema.
by
Bisi
IL
MUNICIPIO RISPONDE
Devo
dire con mia grande sorpresa che il municipio "anche se dopo 3 mesi"
ha risposto alla mia lettera cercando di dare una soluzione al problema
sollevato e finalmente a poco più di un anno dalla prima lettera inviata la
pista ciclabile si può dire definitivamente ultimata dando un senso al ponte,
con tanto di colore rosso dell'asfalto e paletti di protezione dalle macchine.
FINALMENTE
UN LAVORO FATTO BENE, LA CICLABILE E'
FINITA E SI RACCORDA CON QUELLA DELLA CRISTOFORO COLOMBO.......
|
video |
|

|
by
Bis
|